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-P- In evidenza

Scritto da  Pubblicato in: Writer Narrativa

 

Autore:JOHN GIAN
Titolo: -P-
Formato: 14X21
Pagine: 224
Anno di pubblicazione: 2017
ISBN: 978-88-99627-41-6

Per un poeta imporsi un nome comporta la scelta di un destino, dare un titolo alla propria opera, l’urgenza di una scelta: John Gian e - P -. Nello pseudonimo si ritrova la duplice dimensione linguistica in cui agisce la poesia di questo poeta ardimentoso, la cui propensione sperimentale si protende agli estremi della parola ? e delle lingue ?, là dove l’immagine sonora non ha ancora sedimentato un suo equilibrio semantico e conseguito un sicuro rapporto di significazione. Il titolo - P - è una vera e propria scelta di campo, un’intenzione poematica e narrativa che rifugge programmaticamente ogni suggestione lirica ed epifanica. Già il poeta Franco Beltrametti vi colse «la misura fredda pacata opaca» e «la predilezione per il “minimo” e per il “povero”», noi vi cogliamo anche la propensione per lo spontaneo e dispersivo fluire di una coscienza individuale che tende non a ordinare la congerie del mondo ma a rifletterlo nella confusio linguarum, a rappresentarne la metamorfosi dell’uno nell’altra e viceversa, tenendosi saldamente al significato fondamentale della parola, a un realismo creativo che mai scivola nel simbolico e nell’analogico, né tende ad annullare la materialità del referente e dell’esperienza. In questo sta l’originalità di - P -, nell’inarrestabile protendersi sulla parola («sincopato - ci avviamo verso la parola - verso la - prima/ tagliare le linee delle parole», C 5, 12 ; «pensiero - che - pensa - sé stesso», C 27, 8), spogliandola di ogni sintassi intesa come rete logica che pretenda di dare un significato univoco e ideologicamente orientato al mondo, bisogna semmai «disconnettere i fili del potere», sfilacciarne la lingua che lo innerva, reciderla, resecarla, frammentarla anche in minime cellule foniche se si vuole mostrarne il volto retorico e demistificarlo. Di qui l’impiego originale (secondo la lezione di Emily Dickinson?) quanto pervasivo del trattino, la cui duplice funzione, di divisione e di nesso, assume una consapevole valenza contraddittoria: da un lato, esso interrompe la catena verbale e la continuità logica lasciando così in uno stato di sospensione il significato abituale del discorso («ti propone un contatto - altre presenze - né sotto - né/ sopra - occhi fessura - tutto procede lento - foglie/ dorate di pioppi al tramonto», C13, 11); dall’altro, ristabilisce un’unione nuova, sorprendente e inusitata attraverso lo stimolo d’immagini evocate per accostamento («vola - alto - il gabbiano - jet bianco/ contro luce - nell’azzurro - limpido», C 26, 18). Una strategia, questa, che si conserva in tutto il poema, in ogni canto, lassa e verso, volta a comprimere fino a grado zero i significati dei mots de la tribu, in direzione opposta a quella mallarmeana, e nel contempo a snidarne il senso concreto dalle pieghe della psiche e della storia.

 

 

 

 

 

 


 



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