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Writer Narrativa

Writer Narrativa (56)

 

Autore:SERGIO TERNAVASIO
Titolo: STORIA DI UN VENDITORE DEL SECOLO SCORSO
Formato: 17X24
Pagine: 210
Anno di pubblicazione: 2017
ISBN: 978-88-99627-46-1


Arrivata la pensione, molte volte mi sono chiesto che cosa poteva servire la mia vita, se non la ricordassi e non la raccontassi. Con umiltà e timidamente, qui di seguito narro i miei trentasei anni di lavoro come venditore. Una storia come tante altre, ma, grazie al Cielo, svoltasi con successo, fatica e con il sorriso.

Ai giovani “leoni” la mia esperienza sembrerà fuori moda, ma è stata la vita di tantissimi di noi, che incredibilmente continua su una base di tenacia, serietà ed entusiasmo. Oggi la vendita viene cercata con una tastiera, in un sito web; manca la parte “nostra”, la continua, costante visita del cliente, con il quale si instaurava un rapporto umano, e spesso nascevano anche amicizie.

 


 

 

 


 



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Autore:UGO AMENDOLA
Titolo: Cronache di Devonia Il Segno del Fuoco
Formato: 15X21
Pagine: 590
Anno di pubblicazione: 2017
ISBN: 978-88-99627-44-7

“Il segno del fuoco” è il secondo volume di una saga fantascientifica-distopica dal nome “Cronache di Devonia”, ispirata in parte a “1984” di George Orwell (pseudonimo di Eric Arthur Blair, a cui ho dedicato un personaggio), a sua volta influenzato dalle idee del suo Maestro Aldous Huxley, e in altra parte agli scritti di Isaac Asimov, Philip K. Dick e Robert Harris. Le storie raccontante nelle “Cronache di Devonia” sono ambientate in un mondo lontano dal tempo e simile alla Terra, Devonia, che ha iniziato a prendere forma a partire da una lezione universitaria sull’orogenesi Caledoniana tenuta dal prof. Salvatore Critelli. “Il segno del fuoco” inizia dove era terminato “L’uomo venuto dal mare”. Quest’ultimo racconta la storia di Diana Larina, chirurga nella Clinica del Distretto 6 della città di WhiteCity, stato di Baltica, e appartenente alla terza classe sociale, quella degli Studiosi. Diana svolge questo ruolo da ormai dieci anni, e nonostante i ritmi frenetici, stressanti e monotoni a cui è sottoposta quotidianamente, si reputa felice e soddisfatta di una vita “globale”, segnata dal rispetto di rigide e inamovibili regole (i Dieci Comandamenti). Come la maggior parte dei cittadini della Federazione, unica entità governativa riconosciuta dal Creatore per garantire Pace, Ordine e Stabilità al mondo, Diana è una persona efficiente, piegata solo ed esclusivamente al lavoro, e particolarmente schiva. Diana odia socializzare durante le Feste e le pause, unici momenti ricreativi concessi dalle leggi, disdegna le Case del Piacere, luoghi ove si pratica il sesso promiscuo e occasionale -inteso solo come mero atto di divertimento, visto che le cittadine globali sono sterili-, e si limita a consumare le droghe nel minimo consentito dalla legge. Le uniche persone con cui è costretta a dialogare sono i colleghi, soprattutto Roman Vitalic, e il suo superiore, il Dirigente Ivan Sevchkov, appartenente alla seconda classe sociale, il quale non esita a rivolgerle complimenti per il suo lavoro esemplare a servizio della società. In quella che credeva una vita perfetta in un sistema ineccepibile, Diana, agevolata da un minor consumo di droghe, inizia a nutrire dei dubbi. Da semplici particolari, come la diffusione di immagini non reali spacciate per tali, la chirurga intuisce che la Patria non è così leale e cristallina nei confronti dei cittadini globali, come lei ingenuamente credeva. Inoltre la sua perfetta routine quotidiana viene infranta dall’incontro fortuito con un uomo misterioso, appena emerso dal mare, avvenuto su una spiaggia vicino la sua abitazione.

 

 

 


 



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-P- In evidenza

Pubblicato in: Writer Narrativa

 

Autore:JOHN GIAN
Titolo: -P-
Formato: 14X21
Pagine: 224
Anno di pubblicazione: 2017
ISBN: 978-88-99627-41-6

Per un poeta imporsi un nome comporta la scelta di un destino, dare un titolo alla propria opera, l’urgenza di una scelta: John Gian e - P -. Nello pseudonimo si ritrova la duplice dimensione linguistica in cui agisce la poesia di questo poeta ardimentoso, la cui propensione sperimentale si protende agli estremi della parola ? e delle lingue ?, là dove l’immagine sonora non ha ancora sedimentato un suo equilibrio semantico e conseguito un sicuro rapporto di significazione. Il titolo - P - è una vera e propria scelta di campo, un’intenzione poematica e narrativa che rifugge programmaticamente ogni suggestione lirica ed epifanica. Già il poeta Franco Beltrametti vi colse «la misura fredda pacata opaca» e «la predilezione per il “minimo” e per il “povero”», noi vi cogliamo anche la propensione per lo spontaneo e dispersivo fluire di una coscienza individuale che tende non a ordinare la congerie del mondo ma a rifletterlo nella confusio linguarum, a rappresentarne la metamorfosi dell’uno nell’altra e viceversa, tenendosi saldamente al significato fondamentale della parola, a un realismo creativo che mai scivola nel simbolico e nell’analogico, né tende ad annullare la materialità del referente e dell’esperienza. In questo sta l’originalità di - P -, nell’inarrestabile protendersi sulla parola («sincopato - ci avviamo verso la parola - verso la - prima/ tagliare le linee delle parole», C 5, 12 ; «pensiero - che - pensa - sé stesso», C 27, 8), spogliandola di ogni sintassi intesa come rete logica che pretenda di dare un significato univoco e ideologicamente orientato al mondo, bisogna semmai «disconnettere i fili del potere», sfilacciarne la lingua che lo innerva, reciderla, resecarla, frammentarla anche in minime cellule foniche se si vuole mostrarne il volto retorico e demistificarlo. Di qui l’impiego originale (secondo la lezione di Emily Dickinson?) quanto pervasivo del trattino, la cui duplice funzione, di divisione e di nesso, assume una consapevole valenza contraddittoria: da un lato, esso interrompe la catena verbale e la continuità logica lasciando così in uno stato di sospensione il significato abituale del discorso («ti propone un contatto - altre presenze - né sotto - né/ sopra - occhi fessura - tutto procede lento - foglie/ dorate di pioppi al tramonto», C13, 11); dall’altro, ristabilisce un’unione nuova, sorprendente e inusitata attraverso lo stimolo d’immagini evocate per accostamento («vola - alto - il gabbiano - jet bianco/ contro luce - nell’azzurro - limpido», C 26, 18). Una strategia, questa, che si conserva in tutto il poema, in ogni canto, lassa e verso, volta a comprimere fino a grado zero i significati dei mots de la tribu, in direzione opposta a quella mallarmeana, e nel contempo a snidarne il senso concreto dalle pieghe della psiche e della storia.

 

 

 

 

 

 


 



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Autore:FABIO MANDATO
Titolo: SULLA VIA CRUCIS DI SAN LEONARDO DA PORTO MAURIZIO
Formato: 15X21
Pagine: 80
Anno di pubblicazione: 2017
ISBN: 978-88-99627-40-9

Con questo breve scritto, non ho alcuna pretesa di essere esauriente né completo nell’analisi della vita e dell’opera del frate Leonardo da Porto Maurizio.

 

I pochi cenni biografici non rendono merito alla grande opera compiuta dal Santo ligure, di cui già in vita si narravano le tante qualità e l’immensa ricchezza del suo ministero, tanto che papa Benedetto XIV ebbe modo di affermare che “di quest’uomo si potrebbero scrivere dei volumi”.

 

Lascio perciò agli storici, o a chi, studioso o agiografo, intenda occuparsi dell’esistenza terrena di San Leonardo, il racconto preciso delle sue centinaia di missioni, ben sapendo comunque che solo la comprensione integrale della vita di un uomo di Dio serva da esempio per tutti coloro i quali intendano seguirne le orme.

 

Con la presente opera, invece, desidero riproporre il testo della Via Crucis che il Santo ha composto e la cui pratica ancora oggi è particolarmente viva, specie negli ambienti legati a Francesco d’Assisi, il poverello di cui il Nostro si innamorò.

Tante parole e tante espressioni utilizzate da San Leonardo nella sua Via Crucis oggi possono apparire desuete, ed anzi certamente lo sono nel loro corrente utilizzo grammaticale; certe altre probabilmente sembrerebbero inadatte ai tempi moderni; molte a primo acchito apparirebbero quasi scandalose, per la crudezza dei significati. Eppure l’espressività, ricca di attributi e di immagini che San Leonardo ha voluto dare alla sua meditazione sulla Passione di Cristo, sono ancora oggi attuali e possono suscitare l’interesse concreto dell’uomo moderno, e orientare la sua esistenza.

San Leonardo certamente fu uomo di grande preghiera e di speciale contemplazione, e, nel suo tempo, bene comprese il significato del sacrificio di Gesù sulla Croce, tanto da ritenere opportuno esercitare la propria vocazione di missionario imprimendo nel cuore dei suoi fedeli le immagini vive del martirio del Redentore.

Quelle parole, però, a noi ancora oggi possono dire qualcosa, nonostante la frenesia del mondo, nonostante la ricerca del bello, dell’estetica umana a tutti i costi, del benessere fisico.

Perché la Parola di Dio non è cambiata.

Perché essa è in grado toccare il cuore di ogni uomo, in ogni tempo e in ogni situazione.

Perché in ogni tempo e in ogni luogo l’uomo cade, soffre, si sente tradito, e combatte per rialzarsi.

E soprattutto perché la Croce, disprezzata e reietta, segno supremo di ignominia e di scandalo, è ancora trono di speranza, luogo di salvezza, via che apre a tutti la strada verso il Regno di Dio.

Mi sono accostato a questa scrittura come il credente alla preghiera, nel dialogo profondo con Dio.

 

 Fabio Mandato

 

 

 

 

 


 



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Autore:FRANCO MICHELE GRECO
Titolo: LA CASA DELLE REGINA
Formato: 17x24
Pagine: 130
Anno di pubblicazione: 2017
ISBN: 978-88-99627-36-2