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LE BANDE E I MUSICISTI DI AMANTEA di Vincenzo Segreti In evidenza

Scritto da  Pubblicato in: Writer Narrativa

 

Autore: Vincenzo Segreti
Titolo:Le Bande e i musicisti di Amantea fra storia ed Arte
Formato: 15x21
Pagine: 104
Anno di pubblicazione: 2015
ISBN: 978-88-97341-83-3

 

Aver scelto, Vincenzo Segreti come centro della propria ricerca, le bande musicali e i musicisti per questo volume è stata un’occasione per confrontarsi anche con le vicende della storia e dell’attualità locale secondo un particolare punto di vista, che non è limitato alla esposizione dei fatti musicali e che interessa vari aspetti della vita cittadina ed altri ancora che questa vita travalicano.

La banda emerge, in tale ambito, come una sorta di polmone artistico in cui si concentrano energie, risorse, aspirazioni, criticità cittadine; non solo una fucina esperienziale per professionisti e dilettanti di musica. Né si può limitarne la lettura, secondo Segreti, ai modelli musicali assunti dalle varie formazioni: opera, musica sinfonica, canzoni d’arte, scritture per banda… È centrale, nel lavoro in questione, il ricondurre l’esposizione ai musicisti che hanno animato, con la loro passione e con il proprio impegno, quell’ Amantea musicale che non tutti conoscono. Si pensa, a volte, a livello musicale, ad una Amantea con due grandi fari. Uno è Alessandro Longo sul piano piùsquisitamente compositivo teorico e didattico. Nell’altro si intravede Saverio Procida, critico musicale, pensatore e commentatore tra i più prestigiosi della prima parte del Novecento.

Raccontare “dal basso” e non dalle grandi linee dei massimi sistemi si può. Dagli “Annales” in poi la storia locale ha dischiuso progressivi raggi d’azione tendenti a ridare corpo e metodo alla ricerca microstoriografica, superando i municipalismi eccessivi. Ci sono una serie di agganci poi alla storia della musica, quella più ufficiale per esempio ove si ponga mente al padre di Alessandro Longo, Achille e comunque ai rapporti con istituzioni concertistiche e didattiche (scuole, conservatori).

C’è, soprattutto, di che raccontare, ed è questo il bello del saggio di Segreti.

È una storia italiana, non solo di qualche piccolo club del mondo delle sette note. È l’approccio dello storico, tanto più se erudito e ferrato come quello del Segreti, a conferire al lavoro quel tanto che lo proietta fuori dalla dimensione puramente e meramente locale, per consegnargli la patente di godibile saggio storiografico di rilevanza che travalica i confini cittadini, e lo consegna, preziosa e documentata ricostruzione, alla Storia della Musica. Fatta, sì, di geni e titani, ma che si nutre ed è nutrita dalle tante esperienze “maggiori” e “minori” di quanti vivono e hanno vissuto la musica al riparo dai riflettori, come esperienza in piccole realtà come Amantea.

Amantea si lascia amare anche per la storia densa di avvenimenti che la contrassegnano.

Le bande musicali che da quasi due secoli l’hanno popolata ne rappresentano un aspetto non secondario. L’acuto

sguardo di Vincenzo Segreti riesce a delinearne i contorni, lo sviluppo, le tensioni, i traguardi, le criticità, ma anche a verificarne il merito di avere formato validi musicisti e favorito la comparsa di altri generi quali la musica leggera, il “rock” e il “blues”. Obiettivamente, il che è per uno storico militante la condicio necessaria perché una ricerca abbia scientificità, meglio credibilità.




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