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CRONACHE DI DEVONIA Il Segno del Fuoco In evidenza

Scritto da  Pubblicato in: Writer Narrativa

 

Autore:UGO AMENDOLA
Titolo: Cronache di Devonia Il Segno del Fuoco
Formato: 15X21
Pagine: 590
Anno di pubblicazione: 2017
ISBN: 978-88-99627-44-7

“Il segno del fuoco” è il secondo volume di una saga fantascientifica-distopica dal nome “Cronache di Devonia”, ispirata in parte a “1984” di George Orwell (pseudonimo di Eric Arthur Blair, a cui ho dedicato un personaggio), a sua volta influenzato dalle idee del suo Maestro Aldous Huxley, e in altra parte agli scritti di Isaac Asimov, Philip K. Dick e Robert Harris. Le storie raccontante nelle “Cronache di Devonia” sono ambientate in un mondo lontano dal tempo e simile alla Terra, Devonia, che ha iniziato a prendere forma a partire da una lezione universitaria sull’orogenesi Caledoniana tenuta dal prof. Salvatore Critelli. “Il segno del fuoco” inizia dove era terminato “L’uomo venuto dal mare”. Quest’ultimo racconta la storia di Diana Larina, chirurga nella Clinica del Distretto 6 della città di WhiteCity, stato di Baltica, e appartenente alla terza classe sociale, quella degli Studiosi. Diana svolge questo ruolo da ormai dieci anni, e nonostante i ritmi frenetici, stressanti e monotoni a cui è sottoposta quotidianamente, si reputa felice e soddisfatta di una vita “globale”, segnata dal rispetto di rigide e inamovibili regole (i Dieci Comandamenti). Come la maggior parte dei cittadini della Federazione, unica entità governativa riconosciuta dal Creatore per garantire Pace, Ordine e Stabilità al mondo, Diana è una persona efficiente, piegata solo ed esclusivamente al lavoro, e particolarmente schiva. Diana odia socializzare durante le Feste e le pause, unici momenti ricreativi concessi dalle leggi, disdegna le Case del Piacere, luoghi ove si pratica il sesso promiscuo e occasionale -inteso solo come mero atto di divertimento, visto che le cittadine globali sono sterili-, e si limita a consumare le droghe nel minimo consentito dalla legge. Le uniche persone con cui è costretta a dialogare sono i colleghi, soprattutto Roman Vitalic, e il suo superiore, il Dirigente Ivan Sevchkov, appartenente alla seconda classe sociale, il quale non esita a rivolgerle complimenti per il suo lavoro esemplare a servizio della società. In quella che credeva una vita perfetta in un sistema ineccepibile, Diana, agevolata da un minor consumo di droghe, inizia a nutrire dei dubbi. Da semplici particolari, come la diffusione di immagini non reali spacciate per tali, la chirurga intuisce che la Patria non è così leale e cristallina nei confronti dei cittadini globali, come lei ingenuamente credeva. Inoltre la sua perfetta routine quotidiana viene infranta dall’incontro fortuito con un uomo misterioso, appena emerso dal mare, avvenuto su una spiaggia vicino la sua abitazione.

 

 

 


 



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