Login to your account

Username
Password
MOD_LOGIN_REMEMBER_ME

Create an account

Fields marked with an asterisk (*) are required.
Name
Username
Password
Verify password
Email
Verify email

www.thewriter.it

Font Size

SCREEN

Profile

Layout

Menu Style

Cpanel

LA CASA DELLA REGINA Storia della Motta di Dipignano tra spade aragonesi e benedizioni vescovili In evidenza

Scritto da  Pubblicato in: Writer Narrativa

 

Autore:FRANCO MICHELE GRECO
Titolo: LA CASA DELLE REGINA
Formato: 17x24
Pagine: 130
Anno di pubblicazione: 2017
ISBN: 978-88-99627-36-2

Il territorio di Dipignano porta i segni della storia. Una lunga storia che ha visto tanta gente calpestarne il suolo, lavorare, amare, soffrire, gioire e lasciare tracce di sé alle generazioni che sono venute dopo. I primi abitanti del territorio instaurarono con l’ambiente circostante un immediato rapporto di sfruttamento e di utilizzazione dello spazio ai propri fini, usando l’acqua delle sorgenti, nutrendosi di caccia, cercando un rifugio e, in seguito, diventando esperti nella lavorazione del rame. L’esigenza di scoprire le più antiche notizie su Dipignano è stata la base di una lunga e avvincente ricerca d’archivio, che alla fine ha condotto a numerosi sopralluoghi nel territorio della Motta. Un paesaggio rimasto intatto per lunghi secoli e che appare oggi così come appariva un tempo lontano ai fedeli aragonesi, ai calderai, ai contadini, ai presuli che vi abitavano quando i miasmi malarici e l’afa opprimente dell’estate li obbligava a lasciare Cosenza. Per la fertilità della sua campagna e il gran traffico dei manufatti in rame che la percorreva, la Motta veniva definita la Napoli piccola. Ancora oggi, infatti, è facile farsi rapire da luoghi così suggestivi e misteriosi, come le terre di Valle Cupa, terra di Fabio, Pintabona, Bonise, Cucciarole, Acquicella, e le grotte di Vagno[1], che hanno alimentato la curiosità e la fantasia delle persone della mia generazione. Ricordo come da ragazzi, passando in prossimità delle Campitelle, gli anziani ci indicavano, con una sorta di devozione, i ruderi del Casalino da dove sarebbero arrivati i nostri antenati. È questa la traccia più consistente dell’insediamento medievale, rappresentata da quel che rimane di una fortificazione, che tuttavia non è che una parte limitata e frammentaria delle strutture edilizie originarie.



[1] Grotte censite nell’Elenco delle grotte della Calabria, Cb 328, Grotta u’ Vagnu- Dipignano (CS), Cfr.  Centro Regionale di Speleologia “Enzo dei Medici”, (a cura di F.Larocca), Calabria Profonda. Guida alla conoscenza del patrimonio sotterraneo regionale, 2003. Al censimento della "Grotta 'u Vagnu" (Cb 328) prese parte anche lo scrittore Benito Patitucci, insieme a Nino Larocca e Ettore Angiò (tutti e tre appartenenti al Gruppo Speleologico "Sparviere" di Alessandria del Carretto).

 


 

 

 

 

 


 



Per contattare l'autore inviare una mail a:
O visitare il sito Web 

Blog:

 

Newsletter

BT Twitter Feeds