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E torna l'autunno - Collana I Poeti di Smerilliana a cura di Enrico D'Angelo In evidenza

Scritto da  Pubblicato in: Writer Poesia
Autore: Francesco Giusti
Titolo: E torna l'autunno - Collana I Poeti di Smerilliana
Formato: 12x18
Pagine: 64
Anno di pubblicazione: 2016
ISBN: 9788899627294

Fa uno strano effetto di altro luogo – altro, ovvero, da sbocciare dalle maglie fitte dello stesso, – questa poesia autunnale di Giusti; ambientata com’è nelle ragioni assertive (e sintassi farraginose persino, e ad arte, a tratti) d’un ethos della parola: eppure in risalita continua da esse – rivolta, come per baleni appare, al liberarsi, al librarsi, delle sue ombre, e senza meno a un’anima, piuttosto, della parola. – Ingombrante e disparente, a un tempo: al modo diafano-mobile della luce che essa, costante, vuol significare, la inquieta e immota trasparenza di laguna, il filo d’aria del suo lento riflesso.In una poesia così tanto stanziale, in tensione sulla linea del paesaggio cui appartiene – raggio d’autunno, strabico, lievito algoso d’onde dal flottare fermo delle banchine, – quel che si scruta, come da un punto statico e diffratto (“in avaria all’orizzonte”, per dirla nel verbo del poeta), è il cristallo solcato, affiorante, d’una voce opaca d’acque. E la parola, allora, avvinta nel fantasma lagunare del suo territorio (come svela delicato il racconto critico di Annelisa Alleva), l’anima, allora, della parola, percorre le familiari superfici inaddomesticate, a divinare in esse la scia muta d’un passaggio. Un varco entro il cuore dell’ombra, nell’oltremondo (oltretempo) che vigila nelle pieghe di questo: a colmare di parole piccole il vuoto stagno dei muri, il ritorno senz’orma da un Ade quotidiano, tutto a sé presente, tramato di riverberi. Così, stoica, l’elegia della parola rivela, nel sillabarsi delle sue malferme tracce (che siano danza, o terremoto, o frusta), quel che la spinge, sua regola e segreto: “la mia finestra, ve lo dico, – respira su un cortile di case storte – sotto il cui perimetro, come cunei, incastro – accenti e virgole per evitare la catastrofe”. (Tommaso Ottonieri)

 





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