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Tutte le poesie Voll. I - II di Rina Buroni In evidenza

Scritto da  Pubblicato in: Writer Poesia
Autore: RINA BURONI
Titolo: TUTTE LE POESIE VOL. I
Formato: 15X21
Pagine: 664
Anno di pubblicazione: 2016
ISBN: 9788899627188

 VOL. I - La silloge rivela immediatamente la costante di una formazione classica che permea e sostanzia il dettato poetico; ma anche vi emerge quanto la Buroni prediliga gli autori fondamentali della letteratura italiana, i grandis- simi, quelli che hanno assunto nel tempo valore distintivo ed esemplare. Quando dunque ci si im- batte, leggendo, in qualche stilema un po’ desueto o in qualche termine o sintagma di fine Ottocento, si tengano presenti gli estremi dell’arco biografico della poetessa, ma soprat- tutto il periodo 1915-30 più intensamente for- mativo, almeno sotto il profilo scolastico e dell’apprendimento.

Il lettore attento ed esperto coglierà dunque qua e là echi pascoliani e dannunziani, carducciani e gozzaniani, fino agli ermetici, tanto per citare alcuni modelli, senza però trascurare i classici di cui si diceva prima, tra i quali Leopardi, Foscolo e, soprattutto, Petrarca, al quale ci richiamano il diffuso dissidio interiore e il doloroso senso della precarietà della vita: ma con saldezza stanno, questi echi, nel tessuto poetico della Buroni, e con quello sono intimamente fusi.

VOL. II -

Questo libro dovrebbe contenere tutte le poesie che si sono conservate di mia madre Rina Buroni. Il condizionale è d'obbligo perché mia madre non era molto ordinata e, pur non volendo che si gettasse via nean- che un frammento di carta che contenesse un suo scritto, anche se già ricopiato o bat- tuto a macchina, accadeva poi che lo stes- so venisse confuso per la casa tra tanti altri fogli, riviste ecc. Il trasloco, infine, da una casa in cui avevamo abitato per circa 55 anni ha fatto il resto. Così molto mate- riale è andato perduto oppure è ancora im- prigionato tra documenti e scartoffie di va- rio genere di cui potrò liberarmi una volta terminate le controversie legali ancora in atto, sorte prima della morte dell'autrice.

Perché si capisca l'intera opera qui riporta- ta, bisogna fare alcune precisazioni.

Mia madre è nata nel dicembre 1910, è an- data a scuola a cinque anni ed ha saltato la quinta elementare cosa a quei tempi consentita a chi avesse raggiunto alti livelli di apprendimento. Ha iniziato, quindi, la prima ginnasio (la nostra prima media) a circa nove anni. Questo per individuare l'humus culturale di cui si è nutrita.

Le prime poesie risalgono agli anni della scuola: infatti a 13 anni traduce in ende- casillabi perfetti l'incipit delle Bucoliche, e questo ed altri brani del poemetto di Virgi- lio faranno parte di un'altra pubblicazione. Le liriche di questo periodo, spesso molto lunghe, hanno metri vari, sempre accentati in modo esemplare, e la rima. E c'è l'uso insistito di parole arcaiche, secondo lo stile ottocentesco.

 

 

 





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