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Lettura Critica dei miei testi Vol. II In evidenza

Scritto da  Pubblicato in: Writer Narrativa

 

Autore:Nazario Pardini
Titolo: Lettura critica dei miei testi vo.II
Formato: 15x21
Pagine: 488
Anno di pubblicazione: 2016
ISBN:978-88-99627-01-0

 

Parlare sempre di poesie è veramente cosa ardua per diverse ragioni. Innanzi tutto perché non si sa se il pubblico che legge, con tanta pazienza ed attenzione, è veramente interessato alla poesia, argomento questo che, nel mondo contemporaneo, tutto teso all’appros- simazione, alla fretta, al menefreghismo, all’incultura, alla scostumatezza (e chi più ne ha più ne metta!), non sembra essere seguito con quella diligenza necessaria, sia per la comprensione dei testi, sia per il godimento intrinseco delle metafore. Ciò specialmente in Italia, a differenza degli altri paesi come la Russia o la Francia o anche la Germania, dove i poeti hanno un seguito di notevole spessore, con distribuzioni di centinaia e cen- tinaia di volumi. Parlare ancora di poesia sembra allora, per noi, voler entrare in una dimensione alienante o iperuranea, nella quale ogni pensiero, ogni dettato, ogni frase cade nel nulla o nel fatiscente, perché il linguaggio si fa aperto e non evidenzia nulla di costruttivo o di tangibile, quasi che il poeta si allontani volontariamente dalla realtà quotidiana, per assentarsi in un limbo tutto personale, desideroso di aprire uno spiraglio profumato nel rimosso psicologico. È chiaro invece che nel grande serbatoio del rimosso si scoprono tutte le implicazioni dell’esperienza sociale e storica, tanto che il raccordo tra privato e pubblico si mantiene praticabile ed effica- ce ai livelli più profondi e forse decisivi per una com- prensione e distinzione da altro orizzonte, ove l’imma- ginazione si isola e si contestualizza in alchimie defor- manti. L’immaginazione accoglie sulla pagina tutto quello che viene pensato o, meglio, intuito, e apre dinanzi al poeta l’immensa distesa di una pianura dove uno possa scorazzare con estrema libertà, felice come un bambino che possa giocare con la parola o il suono che gli piace, senza dover rendere conto di quanto accade intorno.

Che cos'è la poesia? Facile a dirsi! A me piace immaginarla come un virus, ancora sconosciuto alla scienza, che si insinua nella psiche e corrode giorno dopo giorno le circonvoluzioni cerebrali, per penetrare nel subconscio e dettare quelle visioni ritmiche che il comune mortale non riesce ad elaborare se non nel verso.

 

 

 

 


 



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