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DIPIGNANO-LAURIGNANO-TESSANO di Antonio Scarcello In evidenza

Scritto da  Pubblicato in: Writer Narrativa

 

Autore:Antonio Scarcello
Titolo: Dipignano-Laurignano-Tessano
Formato: 15x22
Pagine: 120
Anno di pubblicazione: 2015
ISBN: 978-88-99627-02-7

Scrivere un lavoro di toponomastica, cominciando con tutta la documentazione storica necessaria a trattare la persistenza o il cambiamen­to, a volte drastico, in base a grandi eventi sia naturali sia sociali, è già un compito arduo in sé. Espletare un lavoro simile in modo che sia fruibile a più persone, di cui la maggior parte non possiede né le tecniche analitiche né l’ac­ces­so alle fonti storiche necessarie, è un compito ancora più arduo.

A volte le lacune storiche possono essere impressionanti. Di primo acchito sembra che si salti da una serie di prediali d’ovvia origine latina, quale prædium Laurinianum, prædium Depinianum, prædium Texianum, in cui sono evidenti i nomi di centurioni romani (Laurinius, Depinius e Texius sono tutti nomi documentati nella famosa opera di Schultze, Römische Eigennamen), al riconoscimento di un’arci­pretu­ra di Dipignano, con chiese a Laurignano e Tes­sa­no, nella Platea dell’arcivescovo cosentino Luca Campano, allievo del grande Gioacchino, del 1203-1204. Non è, comunque, così semplice, perché la ‘chiesa matrice’ di Dipignano è dedicata a S. Nicola de Bandoforis, erratamente trascritto anche *Blandoforis tra il ’600 e il ’700, per la scomparsa della famiglia nobile di latifondisti, poi feudatari, di nome De Bandoforis e per l’incomprensione dello stesso nome di famiglia.

Due cose rilevanti ci sono note. In primis, i latifondisti e ‘giudici’ dell’Impero d’Oriente, poi del Regno, che portavano questo cognome sono conosciuti come grandi latifondisti nella documentazione che va dall’Inventario Metropolitano di Reggio Calabria del Mille fino a tutto il ’500. In secondo luogo, il cognome è espressione di una funzione militare-amministrativa, essendo nel medio greco (bizantino) ?????? il vessillo imperiale (=scettro con aquila: è un noto gotismo del linguaggio militare bizantino) e ?????????? il vessillifero imperiale, carica militare d’una certa rilevanza che implica l’essere nobile di chi la esercita. La funzione e il nome sono conosciuti almeno dal ’700-’800 d. C.

Così, un po’ alla volta, la storia, la toponomastica e la lingua vanno ricostruite. Rendere queste cose in modo corretto ma semplice è, come ho detto, un compito affatto facile. Vi è riuscito Scarcello in modo notevole, rendendo comprensibile, con semplicità ma anche con correttezza, la storia complessa dei nomi locali dei luoghi. Si costituisce così un inizio serissimo a lavori necessari e importanti per una corretta comprensione della storia nel futuro e da parte delle future generazioni, vale a dire non solo da parte degli anziani ma anche dei giovani e giovanissimi: così possono cominciare a capire le pietre e i luoghi ‘viventi’ e ‘parlanti’ della loro storia, vale a dire i luoghi in cui si identificano le persone reali.....

 

 

 

 


 



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